Questi due sistemi non sono sempre attivi ma hanno dei picchi di attività in determinate ore della giornata, seguendo dei ritmi biologici interni chiamati circadiani, dettati da diversi fattori (come ad esempio le ore di luce e buio o la temperatura). Il sistema nervoso autonomo non è controllato volontariamente, ma è influenzato dalle situazioni che viviamo. Una persona con stato di stress e agitazione costante, ad esempio, avrà una iper-attività del sistema ortosimpatico. Negli ultimi anni la ricerca ha posto molta attenzione sul collegamento tra psiche e sistema nervoso autonomo evidenziando come lo stress emotivo, gli stati emozionali negativi ed il rimuginare costante sugli stessi problemi portino ad uno sbilanciamento cronico nel sistema nervoso autonomo.
Le conseguenze di queste alterazioni possono sfociare in disturbi del sonno, difficoltà digestive (gonfiori, acidità, reflusso), pressione sanguigna alta o bassa, stati dolorifici/infiammatori generalizzati, malanni frequenti (raffreddori), spossatezza generale, ecc… Inoltre, se lo squilibrio si protrae nel tempo può causare una lenta ma costante diminuzione della massa muscolare o della massa ossea, utilizzata come carburante di pronta disponibilità energetica e ad un aumento del grasso corporeo (in particolare quello viscerale) senza apparente corrispondenza con l’alimentazione.